Vincenzo De Filpo

Nella sua più che trentennale attività concertistica è stato ospite di numerose Associazioni Musicali in moltissime città italiane tra cui Pescara, Perugia, Assisi, Roma, Ancona, Taormina, Agrigento, Marsale, Ravello, Firenze, Fiesole, Treviso, Pesaro, Bari, Taranto, Napoli, Bologna, Trento, e all’estero tra cui Los Angeles, New York, San Francisco, Budapest, Zurigo, San Paolo – Rio De Janeiro, Repubblica di Malta, Madrid, Parigi, Istanbul.

Il suo nome è presente nel Dizionario Enciclopedico Concertisti Italiani (D.E.C.I.), sull’Annuario C.I.D.I.M. e sul Dizionario IBC (International Biographical Centre) Cambridge, England.

Importanti compositori come R. Gervasio, C.A. Bruno, M. Tamborrino, F. De Santis, D. Nicolau, R. Beccaceci, L. Cori, A, Graur. M. Betta etc., gli hanno dedicato loro brani.

Ha suonato sotto la direzione di Michel Beck.

Ha collaborato con musicisti di fama mondiale come Marcel Couraud, Gervase De Peyer e Marco Costantini.

Nel 2005 sono state pubblicate sue composizioni dalla Casa Musicale Belga “Lantro Music”.

Le riviste The Classical Voice e Amadeus lo premiano con quattro stelle per le registrazioni Musica da Camera di A. Longo e le composizioni dell’ultimo periodo di F. Liszt, Top Ten 100 Musicans 2007 Assegnato dalla I.B.C. (England).

 

 

RECENSIONI

 

“…Pianista di raro talento introspettivo nella lettura di pagine lisztiane tra le più problematiche, visionarie ed ermetiche a cui De Filpo restituisce quell’asciuttezza e nitore sonori che ne costituiscono la forza propulsiva, la “quintessenza”…..”.

(Marco Della Sciucca – Prospettive Musicali – Ottobre ’98)

 

“…la Via Crucis, riletta con una pregnante immedesimazione spirituale da De Filpo che entra in punta di piedi nello sfolgorante mondo d’autore accettando la logica dell’invenzione pacata e volutamente disadorna: il suono cerca le sonorità delicate si attarda nelle oasi liriche con amorevole attenzione… se ne rischiara quindi la non ancora domata eredità classica”.

(Angelo Foletto – Suonare – Novembre ‘ 98)

 

“Nessuna concessione al pittoresco o al reboante nell’apprezzato programma del pianista Vincenzo De Filpo dedicato alla Via Crucis nella rara versione per pianoforte solo. Ogni stazione viene commentata con eleganza attraverso parafrasi di inni gregoriani”.

(Luigi Della Croce – Famiglia Cristiana – Gennaio ’99)

 

“Opere come la Via Crucis, raramente eseguite, mettono a dura prova l’interprete, se non si è immersi in un pensiero altamente spirituale, De Filpo di cala in questa veste sacerdotale, porgendo l’opera con umiltà e squisita sensibilità”.

(Michele Gioiosa – Musica e Scuola – Maggio 2000)

 

“…nei canti popolari ungheresi De Filpo riempie l’ordito sonoro di inequivocabilmente colore locale…con l’uso sapiente e misurato della pedalizzazione, il suo pianismo asciutto eppure efficace proprio per il colore che sa dare”.

(Maria Sella – Amici della Musica – Febbraio 2000)

 

“… si ha la sensazione immediata di ascoltare qualcosa di sorprendente, perché il suono vibra solo di se stesso, essenziale, colorato unicamente del timbro naturale di quelle armonie che la perfetta registrazione dinamica del’interprete di Liszt di mantenere tutta la carica espressiva dell’opera, venga fatta proprio da De Filpo, che riesce a costruire un percorso emotivo privo di cedimenti, la cui costante tensione espressiva passa attraverso momenti di emozione straziante come di commossa liricità, d’impatto brutale come di cantabilità serena, mettendo in piena luce la sua autentica personalità musicale”

(Sandra Menotti – Strumenti e Musica – Dicembre ’98)

 

“Dal tuo dire sulla tastiera è emerso un flusso sonoro-narrativo che ha saputo suggestionare la platea tutta con una padronanza serena ma sofferta, trasformando momenti mistici in percorsi aperti e personali. E’ questo il vero interprete…..”.

(Carmelo Antonio Bruno – Compositore)

 

“…in particolare ho goduto e ammirato il raccoglimento, l’intensità, l’atmosfera raccolta (espressa da un tocco bellissimo) che traspirano dalla stupenda Via Crucis interpretata da grande musicista”.

(Matilde Capuis – Compositore)

 

“…non c’è niente da dire. Quando la musicalità dell’interprete è autentica la si riconosce in ogni nota, in ogni respiro, in ogni colpo di pedale. Tu sei, lo ripeto, un autentico musicista che trova oltretutto nel suo pianismo uno strumento perfetto…”

(Raffaele Gervasio – Compositore)

 

“…a proposito delle esecuzioni di Liszt, da parte di Vincenzo De Filpo, più che di “interpretazione” io parlerei di “rievocazione”: la forza trascendentale di quella musica, il suo essere nata per trascinarti in una dimensione altra da quella del presente; il suo essere animata da energie sconosciute e metafisiche, eco dell’Intelligenza cosmica che regge l’universo o, per dirla con Shopenhauer, “immagine stessa del Principio infinito noumenico”, compiutamente si desta nella lettura di De Filpo. Liszt è autore problematico per il suo virtuosismo inarrivabile? De Filpo ricorda a tutti che a nulla vale il pirotecnico pianoforte lisztiano, senza il dominio emotivo ed intellettuale (soprattutto intellettuale!) su quel virtuosismo, necessario per piegare le sue forze vulcaniche in una sola Energia cosmica, che rapisce l’ascoltatore portandolo in altri luoghi da quelli concepibili nello spazio e nel tempo”.

(Giulio Emanuele – Musicologo – Dicembre 2004)

 

 “...Il suo stile è inconfondibile. La sua tecnica, sempre nitida e brillante appariva addirittura tonificata da una nuova maturità musicale, frutto della sua continua esplorazione del suono. Si capisce subito che dietro quell’esecuzione c’è un lavoro di ricerca profondo e attento che poi si traduce in uno “scavo” sulla tastiera di rara intensità. E lo ha fatto con la sua esuberante personalità artistica, con il calore, con lo slancio e la tensione di chi suona perché la Musica è la sua vita”.

(Mario D’Anzi, Corriere del Giorno, Gennaio 2009)

 

“... Enzo De Filpo, nella aristocrazia del suo “tocco”....”.

(Lucio Marconi, Presidente Del Conservatorio “E. R. Duni”, Matera)